Hornsby c. Grecia · n. 18357/91
Il caso che ha fissato la dottrina
19 marzo 1997. Quasi trent’anni dopo resta la citazione di riferimento in ogni caso di mancata esecuzione.
Come funziona
Finisce nello Stato. Ti diciamo per iscritto se il tuo può arrivarci e con quali tempi. E se non può, lo saprai presto e senza spendere per scoprirlo.
Valuta il tuo credito01 · La base
Nel 1997 la Corte europea dei diritti dell’uomo ha stabilito una cosa che ha cambiato la mappa: l’esecuzione di una sentenza fa parte del «processo». Se uno Stato riconosce un debito con sentenza e poi non lo paga, non c’è un ritardo amministrativo: c’è un diritto violato. Tutto quello che viene dopo dipende da lì.
Hornsby c. Grecia · n. 18357/91
19 marzo 1997. Quasi trent’anni dopo resta la citazione di riferimento in ogni caso di mancata esecuzione.
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La stessa corte, la stessa Convenzione e gli stessi articoli in tutto il Consiglio d’Europa. L’unica cosa che cambia da una frontiera all’altra è la fase interna.
100 M €
Agiamo da crediti a sei cifre fino a portafogli oltre i cento milioni. Il percorso non cambia con l’importo: cambia quante pratiche vanno in blocco.
L’esecuzione fa parte del processo, non è un adempimento successivo. Una decisione che non si esegue è un processo che non è finito.
Un credito riconosciuto da una sentenza definitiva è un «bene». Non pagarlo è un’ingerenza nella proprietà, non un ritardo contabile.
L’esecuzione delle sentenze è sorvegliata dal Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa. Non chiude la pratica finché lo Stato non ha pagato e corretto la causa, ed è una pressione che dura anni.
02 · La leva
È la domanda che nessuno fa ad alta voce: anche se vinci, perché uno Stato dovrebbe darsi la pena di pagarti? La risposta non è nel tuo fascicolo. È in quello che il tuo fascicolo rivela.
Quando la Corte dichiara una violazione strutturale non sta risolvendo un caso: sta descrivendo un difetto. Chiunque si trovi nella stessa situazione ha esattamente lo stesso ricorso, e lo Stato lo sa prima di chiunque altro.
Verifica se il tuo caso rientraQuello che entra come un’equa soddisfazione concreta esce come un’esposizione potenziale di dimensione ignota. Da lì non la gestisce l’ufficio legale dell’ente: la gestisce chi fa i bilanci.
Verifica se il tuo caso rientraIl Comitato dei Ministri non chiude la pratica finché lo Stato non ha pagato e non ha corretto la causa. Una pratica aperta lì è una pratica da spiegare, anno dopo anno, davanti agli altri Stati del Consiglio d’Europa.
Verifica se il tuo caso rientraPer questo non impostiamo il tuo credito come una trattativa con chi non paga, ma come un procedimento. Portarlo in giudizio è ciò che toglie la decisione all’ente debitore e la porta in una sede dove lo Stato deve rispondere.
Verifica se il tuo caso rientraNon è un ente con un anno storto: è uno schema che si ripete ente dopo ente ed esercizio dopo esercizio. Per questo la Corte ha uno strumento specifico per questi casi, la sentenza pilota, e per questo un creditore da solo non è così solo come crede.
03 · I tempi
È un percorso lungo e non lo presenteremo in altro modo. La domanda utile non è se è rapido, che non lo è, ma quale tratto si prende il tempo e chi lo detta.
Quando incassi tu
Meno di tre anni
Nella tua giurisdizione
Strasburgo non accetta una causa che non sia passata prima da casa: servono il titolo e l’esaurimento di ciò che la via interna consente. È il tratto che varia di più, perché dipende dal foro e dall’ente che non paga, ed è per questo che l’intervallo va da qualche mese a un paio d’anni. Quando arriva la decisione interna definitiva si apre un orologio di quattro mesi per ricorrere, e quell’orologio non si ferma.
A Strasburgo
Qui la causa cambia destinatario: smette di correre contro l’ente che non ha pagato e inizia a correre contro lo Stato, il che toglie il debito all’ufficio legale di un comune e lo porta dove si fanno i bilanci. È il tratto lungo, e l’unico il cui calendario non lo detta nessuno da questa parte: lo fissa una corte internazionale con più cause di quante ne possa risolvere. Quello che esce di qui è una sentenza, non una raccomandazione.
Di ritorno nella tua giurisdizione
Torni al punto di partenza, ma non più con una fattura contestata: con una condanna. La sentenza fissa di solito un termine di tre mesi per pagare e, passato quello, decorrono gli interessi di mora. E se lo Stato resiste, la pratica non viene archiviata: il Comitato dei Ministri non chiude il fascicolo finché non ha pagato e corretto la causa, e questo va spiegato anno dopo anno davanti agli altri Stati.
Non fare nulla
Non è l’opzione neutra, anche se lo sembra. Il credito è ancora lì, gli interessi maturano sulla carta e il fascicolo non avanza perché non c’è nessuno a muoverlo. L’unico termine che corre davvero è quello di prescrizione, e quello corre contro di te.
04 · Domande
La Corte non chiede alcun contributo per depositare un ricorso. Il procedimento è scritto per quasi tutta la sua durata, l’udienza è rara e non richiede spostamenti. Il costo di una pratica è il lavoro sul fascicolo, non l’istanza.
Sì, e inoltre aver tentato di eseguire quanto ottenuto. Strasburgo non riesamina il merito della tua pretesa: verifica se lo Stato è venuto meno non eseguendo ciò che i suoi stessi giudici hanno riconosciuto.
Di solito è il contrario di un ostacolo. Che l’ente non abbia con cosa pagare è precisamente ciò che sposta la responsabilità sullo Stato che lo tutela.
Sì, purché la catena delle cessioni sia pulita e la cessione notificata al debitore. È il punto più discusso e il primo che verifichiamo.
L’esecuzione è sorvegliata dal Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa, e in parallelo si torna al procedimento interno con il titolo europeo. Le opzioni non si esauriscono con la sentenza.
È esattamente quello che fa la valutazione del credito, e si chiude con un parere scritto che resta tuo, che tu prosegua con noi o meno.
Nuove sentenze della Corte EDU stanno chiamando gli Stati a rispondere. Il prossimo potrebbe essere il tuo.
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